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Oggi si celebra Eid Al Adha, la Festa del Sacrificio, in ricordo di Abramo

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Oggi si celebra Eid Al Adha, la Festa del Sacrificio, in ricordo di Abramo

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Oggi  in tutto si celebra il giorno di Eid al-Adha – la Festa del sacrificio – che cade il decimo giorno di Dhul Hijjah, il dodicesimo e ultimo mese del calendario lunare islamico.

Eid al-Adha è l’altra grande festa dei musulmani dopo Eid al-Fitr festa che segna la fine del mese di digiuno di Ramadan.

Il significato della festa: 

In questo giorno si ricorda l’episodio in  il profeta Abramo è stato messo alla prova da Dio che gli aveva ordinato di sacrificare il suo primogenito, Ismaele.

Abramo era pronto a sottomettersi alla volontà del suo Creatore, ma Dio una volta verificata la fede di Abramo risparmiò Ismaele e Abramo sacrificò un montone. Questo episodio è narrato in termini molto simili anche dalla tradizione ebraica e da quella cristiana. 

La conclusione del Hajj, il Pellegrinaggio alla Mecca 

L’evento segna anche la fine del Hajj, il pellegrinaggio di cinque giorni che tutti i musulmani sani e finanziariamente in grado sono obbligati a intraprendere una volta nella vita. Si ritiene che il pellegrinaggio purifichi l’anima dei peccati e consolidi l’uguaglianza e la fratellanza tra i musulmani.

Milioni di pellegrini da tutto il mondo si radunano ogni anno nelle città della Mecca e di Medina, quest’anno, tuttavia, l’Arabia Saudita ha annunciato che avrebbe limitato molto il Hajj e così solo pochi residenti nel paese del Golfo hanno potuto parteciparvi, decisione che impedisce ai musulmani di adempiere ad un preciso dovere religioso e che ha suscitato molta indignazione. 

La celebrazione dell’Eid si realizza con una grande preghiera congregazionale al mattino presto a cui fa seguito un sermone.

Il Sacrificio 

In questa occasione e fortemente raccomandato, ad ogni famiglia che è in grado farlo, il sacrificio di un animale che può essere un montone, capra, una mucca o un cammello e parte della carne deve essere distribuita ai familiari e ai bisognosi.

Negli ultimi anni si è aumentato molto il numero di coloro che fanno una donazione ad organizzazioni umanitarie che si occupano di sacrificare l’animale in paesi colpiti dalla povertà, dalla guerra e dalla fame, come ad esempio: Yemen, Somalia, Palestina e Siria. 

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