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India e Pakistan: la fiammata del 2025, le ferite aperte del Kashmir, ed il fantasma del Maharaja Hari Singh

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India e Pakistan: la fiammata del 2025, le ferite aperte del Kashmir, ed il fantasma del Maharaja Hari Singh

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Si è (temporaneamente) fermata l’ondata di missili, droni e rappresaglie che ha infiammato il confine indo-pakistano nelle ultime settimane, con un cessate il fuoco raggiunto il 10 maggio grazie a una difficile mediazione internazionale. Ma la tensione tra India e Pakistan resta altissima, e affonda le radici in una ferita mai rimarginata: quella del Kashmir.

Dalla cessione del Maharaja alla guerra tecnologica

Il nuovo focolaio è scoppiato il 22 aprile, quando un attentato terroristico a Pahalgam, nel Kashmir amministrato dall’India, ha provocato la morte di 26 civili, per lo più pellegrini hindu. Nuova Delhi ha subito puntato il dito contro milizie islamiste sostenute dal Pakistan, che ha respinto ogni responsabilità.

Il 7 maggio, l’India ha lanciato l’Operazione Sindoor, colpendo con missili di precisione e droni nove obiettivi in territorio pakistano e in Kashmir pakistano, dichiarando di aver distrutto infrastrutture di gruppi come Jaish-e-Mohammed e Lashkar-e-Taiba. Il giorno dopo Islamabad ha risposto con l’Operazione Bunyan-un-Marsoos, tentando di colpire 15 installazioni militari indiane.

In soli tre giorni, la regione è sprofondata in un conflitto tecnologico a bassa intensità, ma potenzialmente devastante: Rafale indiani contro droni turchi, PL-15 cinesi contro SCALP francesi, e propaganda incrociata a colpi di video e tweet.

Il fantasma del principe e la divisione del 1947

Per capire davvero questa crisi, bisogna tornare al 1947. Quando l’Impero britannico lasciò il subcontinente indiano, le regioni a maggioranza musulmana andarono a formare il Pakistan, mentre il resto costituì l’India. Ma lo stato principesco del Jammu e Kashmir, governato dal maharaja hindu Hari Singh, era a maggioranza musulmana e ancora indeciso sul da farsi.

Il 26 ottobre 1947, sotto la pressione di un’invasione di tribù islamiche dal Pakistan volte a “difendere” la popolazione musulmana, Hari Singh firmò l’Instrument of Accession, scegliendo di unirsi all’India in cambio di protezione. Questo gesto, mai accettato dal Pakistan, è alla base del primo conflitto indo-pakistano e della divisione attuale: due terzi del Kashmir all’India, un terzo al Pakistan.

Il promesso referendum per l’autodeterminazione non fu mai organizzato. E da allora la regione è rimasta un terreno conteso, attraversato da guerre, rivolte, leggi speciali e recrudescenze cicliche.

La cessazione del fuoco non è la fine

Il cessate il fuoco raggiunto il 10 maggio 2025, con la mediazione diretta degli Stati Uniti (in particolare del vicepresidente J.D. Vance e del segretario di Stato Marco Rubio), ha impedito una nuova escalation, ma è solo un tampone temporaneo. Modi ha avvertito: “Le operazioni militari sono sospese, non terminate”. Islamabad, dal canto suo, ha denunciato la “retorica aggressiva” indiana.

Entrambe le potenze nucleari hanno rafforzato la retorica nazionalista. L’India ha sospeso i visti ai cittadini pakistani e avviato il ritiro dall’accordo sulle acque dell’Indo. Il Pakistan ha chiesto una riunione d’emergenza all’Organizzazione della Cooperazione Islamica e alla Cina, sua storica alleata.

Kashmir: il conflitto in cifre

Elemento Dettagli
Data inizio crisi 22 aprile 2025
Attentato a Pahalgam 26 civili uccisi
Operazione indiana Sindoor – 7 maggio
Operazione pakistana Bunyan-un-Marsoos – 8-10 maggio
Cessate il fuoco 10 maggio 2025
Mediazione internazionale USA: VP J.D. Vance, Sec. Marco Rubio
Tecnologie usate Rafale, droni Bayraktar, SCALP, PL-15

Breve cronologia storica

1947 – Partizione dell’India

  • L’Impero britannico lascia il subcontinente.
  • Il maharaja del Kashmir, Hari Singh, è hindu ma governa una regione a maggioranza musulmana.

26 ottobre 1947 – Il punto di svolta

  • Hari Singh firma l’Instrument of Accession con l’India dopo l’invasione di tribù islamiche filo-pakistane.

1948 – Primo conflitto India-Pakistan

  • L’ONU interviene. Il Kashmir viene diviso lungo la “Line of Control” ma senza referendum.

1989–oggi – Insurrezione armata intermittente

  • Il Kashmir indiano vive fasi alterne di rivolta, repressione, attentati.

2025 – Esplosione tecnologica del conflitto

  • Per la prima volta vengono usati sistematicamente droni e missili a lungo raggio tra le due potenze nucleari.

 

Crediti immagine copertina: Ghetty

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