L’Unione internazionale dei sapienti musulmani chiede il boicottaggio di Israele

Ahmed Raissouni of Justice nad Development Party delivers a speech during the eigth edition of the National Youth Political Education Forum on 'Youth, reform and anti corruption' in Tangier on August 30, 2012. AFP PHOTO / ABDELHAK SENNA (Photo credit should read ABDELHAK SENNA/AFP/GettyImages)

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L’Unione Internazionale dei Sapienti musulmani ha fatto appello domenica al boicottaggio di Israele fino a quando non si ritirerà completamente dalla palestina occupata.

Una dichiarazione dell’istituzione islamica, che porta la firma del suo presidente Ahmed er-Raysuni e del suo segretario generale Ali al-Qaradaghi, è stata pubblicata sulla pagina ufficiale del gruppo su Facebook. 

Questa il testo della dichiarazione: “Lanciamo un appello per il boicottaggio dello stato israeliano, che sta in questo momento occupando la moschea di Al-Aqsa, sta aggredendo i nostri fratelli e le nostre sorelle sulle alture del Golan e in Palestina, sta distruggendo le loro terre e le loro case.”

Il comunicato ufficiale afferma che la resistenza all’occupazione con mezzi legittimi e la cacciata degli occupanti è per l’Islam un obbligo morale ed è riconosciuta sia dalla legge internazionale che dalle risoluzioni delle nazioni unite.

Sottolineando come l’occupazione sia una situazione temporanea, e che quindi non autorizza il sequestro di proprietà private, la dichiarazione prosegue così: “Coloro che acquistano o commercializzano le merci degli occupanti sono peccatori che favoriscono questo crimine.”

“Quindi noi facciamo appello a tutti i musulmani per un boicottaggio economico di massa fino a quando Israele non si ritirerà dai territori occupati.”

Mentre l’Egitto e la Giordania avevano già riconosciuto Israele, anche gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain, il Sudan e il Marocco hanno nel 2020 normalizzato le loro relazioni con lo stato ebraico.