Oggi un foglio di propaganda razzista che si spaccia per quotidiano ha messo in prima pagina una vignetta che ridicolizza un rito religioso praticato da 3 milioni di cittadini e residenti in Italia: la preghiera islamica. Un gesto che non è solo offensivo per i musulmani, ma per chiunque creda nella libertà di culto e nel rispetto delle fedi.
Non è satira: è propaganda d’odio, è islamofobia pura, e se fosse rivolta per esempio alla preghiera ebraica vedrebbe un intervento immediato del Presidente della Repubblica e di tutte le cariche istituzionali.
Avrete tutti notato che chi continua a difendere a spada tratta l’entità genocida è lo stesso che ha alimentato l’odio contro i musulmani in questi ultimi due decenni.
Chi giustifica l’affamamento di Gaza è lo stesso che normalizza il razzismo verso i musulmani in Italia.
Questa prima pagina non è un’eccezione: è un tassello del sistema che legittima massacri e discriminazioni. E finché resteremo in silenzio, quel sistema continuerà a colpire — oggi i musulmani, domani chiunque osi opporsi.