Accordo su Brexit tra UE ed UK, ecco cosa cambia

BRUSSELS, BELGIUM - DECEMBER 09: Prime Minister Boris Johnson and European Commission president Ursula von der Leyen meet for a dinner during they will try to reach a breakthrough on a post-Brexit trade deal on December 9, 2020 in Brussels, Belgium. The British prime minister's visit marked his most high-profile involvement in the talks over a post-Brexit trade deal, which has remained elusive despite months of EU and UK negotiating teams shuttling between London and Brussels. (Photo by Aaron Chown - WPA Pool/Getty Images)

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Giovedì 24 Dicembre il Regno Unito e l’Unione Europea hanno finalizzato l’accordo per le relazioni post-Brexit. Le misure che detteranno le relazioni UK-UE impatteranno molti cittadini.

Sembrano finiti i giorni in cui giovani da tutta Europa emigravano verso il Regno Unito per tentare la fortuna, magari iniziando a lavorare anche per poco in vari settori, visto che ora l’UK adotterà un rigido sistema a punti dove per ottenere il visto bisognerà, fra le altre cose, avere già un’offerta di lavoro dal valore di circa 20.000 euro all’anno.  Quali sono dunque queste misure post-Brexit?

Uno dei nodi più spinosi da risolvere è stato quello del diritto di pesca. Per il momento si è giunto ad un accordo di un periodo di 5 anni e mezzo di transizione per permettere al Regno Unito di agire come “Stato costiero indipendente e col pieno controllo delle proprie acque” ha affermato il Primo Ministro britannico Boris Johnson. 

Un altro punto chiave dell’accordo è quello della cooperazione fra le forze dell’ordine. L’UK continuerà ad aderire alla Convenzione Europea dei Diritti Umani e tale sottoscrizione sarà uno dei prerequisiti per la continuazione della cooperazione nel settore della sicurezza.

L’UK non avrà più accesso al sistema di informazione Schengen ma continueranno gli scambi di informazione per il registro di passeggeri dei voli e il database di DNA e impronte digitali PRUM. Per la risoluzione di dispute legali è previsto  un meccanismo per evitare svantaggi penalizzanti per l’UE o l’UK soprattutto per la concessione di sovvenzioni e per garantire una competizione equa.

Per quanto riguarda la libertà di movimento sia i cittadini UE che i cittadini britannici avranno bisogno di un visto per risiedere rispettivamente nel Regno Unito ed in Ue per più di 90 giorni. Per quanto riguarda lo scambio di beni invece non vi saranno tariffe se i prodotti rispetteranno i criteri di scambio, mentre per i servizi questo non sarà valido. 

L’UK non farà più parte del programma di scambio di studenti Erasmus, ma Johnson ha annunciato che questa “difficile decisione” verrà seguita dalla creazione di un nuovo programma. Per quanto riguarda la politica estera, non vi sarà nessun tipo accordo, le due parti saranno totalmente indipendenti e non avranno nessuno schema di cooperazione ufficiale,