600 musicisti chiedono di annullare i concerti in Israele

Composer and former bassist and singer of British rock band Pink Floyd Roger Waters, is seen while touring Israel's separation barrier in the West Bank refugee camp of Aida in Bethlehem, Tuesday, June 2, 2009. In an interview with The Associated Press, Waters denounced the wall as a land grab by Israel, said it must come down and promised to hold a concert on that spot if it does. The 65-year-old co-wrote Pink Floyd's iconic "The Wall" album and performed music from it in 1990 at the site where the Berlin Wall once stood. (AP Photo/Muhammed Muheisen)

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600 musicisti chiedono di boicottare tutte le esibizioni in Israele in solidarietà con la Palestina
Più di 600 musicisti internazionali hanno firmato un appello invitando i loro colleghi a boicottare le esibizioni in Israele in solidarietà con la Palestina.
Tra i firmatari Roger Waters dei Pink Floyd, Serj Tankian dei System of a Down, Black Thought e Questlove dei The Roots, Thurston Moore dei Sonic Youth, Julian Casablancas dei The Strokes, Chromeo, Nicolas Jaar, Noname e Owen Pallett.
Nella loro lettera, il gruppo denuncia i recenti attacchi israeliani contro la Palestina chiedendo: “Giustizia, dignità e diritto all’autodeterminazione per il popolo palestinese e tutti coloro che stanno combattendo l’espropriazione coloniale e la violenza in tutto il pianeta”.
Nell’appello scrivono anche: “Crediamo che questo sia fondamentale per vivere un giorno in un mondo senza segregazione e apartheid”.
E ancora: La complicità con i crimini di guerra israeliani si trova nel silenzio, e oggi il silenzio non è un’opzione.
Non lo è poiché il brutale bombardamento israeliano di Gaza assediata ha causato più di 245 vittime nelle ultime settimane.
Il silenzio non è un’opzione in quanto residenti di  Sheikh Jarrah nella Gerusalemme occupata sono continuamente costretti a lasciare le loro case”.
La lettera si conclude con le parole: “Vi chiediamo di unirvi a noi con il vostro nome nel rifiutarvi di esibirvi presso le istituzioni culturali complici di Israele e nel sostenere con fermezza il popolo palestinese e il suo diritto umano alla sovranità e alla libertà”.