Nel recente intervento pubblico, Abu Obaida, portavoce delle Brigate Al-Qassam, ha commentato la resilienza del popolo palestinese, dicendo: “Dopo 100 giorni, il nostro grande popolo, leggendario, si erge sulla sua terra nonostante le ferite, in piedi sulle rive del Levante.” Queste parole sottolineano la percezione di un popolo che, nonostante le difficoltà, continua a resistere e a mantenere la propria posizione.
Abu Obaida ha presentato anche un resoconto delle recenti operazioni militari e del ruolo della resistenza palestinese nel contesto attuale. Il suo discorso, caratterizzato da toni fermi ma misurati, ha offerto una prospettiva dettagliata sulle azioni e gli ideali che guidano il gruppo traendo le somme dopo 100 giorni di conflitto.
Il portavoce di Al-Qassam ha evidenziando l’importanza delle battaglie condotte dai combattenti palestinesi. “Le battaglie…saranno ricordate come una delle battaglie più grandi e sante della storia della nostra nazione”, ha affermato, sottolineando la portata storica e il significato che il gruppo attribuisce a queste azioni.
Ha poi fornito dati specifici sulle realizzazioni militari, affermando: “Abbiamo distrutto circa 1.000 veicoli militari e portato a termine con successo centinaia di missioni.” Questa dichiarazione, oltre a servire come proclamazione di forza, mira a porre l’attenzione sull’efficienza e la determinazione del gruppo.
Abu Obaida ha anche espresso supporto ai combattenti in Libano, Yemen e Iraq, sottolineando la connessione tra le varie lotte nel mondo musulmano. “Salutiamo i combattenti…piangendo i loro martiri e congratulandoci con loro per i loro sforzi”, ha detto, collegando la lotta palestinese a un contesto più ampio.
Importante è stata anche la sua enfasi sulla spiritualità e il supporto morale. Rivolgendosi alla comunità musulmana globale, ha detto: “Anche la fede più debole dovrebbe sostenere vite innocenti. Se non riuscite a sostenere i combattenti in modo pratico, in tutte le moschee si levino preghiere, invocando la vittoria della resistenza.” Questo appello alla preghiera come forma di sostegno riflette la ricerca di una solidarietà basata sulla fede comune e sulla legittimazione della resistenza a livello globale.